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Ten: DIY and Garden

icona tendenze Leadership e creatività, due competenze alla guida del business


Ultimamente ci si interroga molto spesso sulle competenze da sviluppare per portare un valore aggiunto in questa “nuova normalità”.

Sicuramente, il cambiamento che stiamo vivendo, ha reso ancora più urgente consolidare la leadership per guidare il team nella direzione giusta. Ora, la domanda è: ma quale tipo di leadership?

In passato il capo era spesso la figura autoritaria che, dall’alto del suo potere, assegnava attività ai suoi collaboratori senza mai coinvolgerli o ascoltarli, insomma un manager incapace di motivare e responsabilizzare le persone, esattamente il contrario di ciò che un vero leader dovrebbe saper fare.

Oggi, occorre avere una leadership riconosciuta, trasformazionale e soprattutto condivisa.

Ricoprire una posizione di rilievo in un’azienda o un’organizzazione, non significa automaticamente essere un leader, e questo è spesso l’errore che fanno in tanti. La vera leadership è quella riconosciuta in primis dal team, solo così infatti l’autorità può trasformarsi facilmente in autorevolezza.

Se parliamo invece di leadership trasformazionale, la caratteristica principale che occorre avere è la capacità di dare l’esempio con il proprio comportamento a tutto il gruppo di lavoro, affinché tutti i collaboratori esprimano al massimo il loro potenziale e trovino nuovi punti di vista, necessari a risolvere i problemi in modo efficace, superare gli ostacoli e quindi raggiungere gli obiettivi.

Un bravo leader è in grado di allineare le persone verso lo stesso sogno, è in grado di spostare la visione di tutti verso una direzione chiara e condivisa. Un coinvolgimento più elevato è in grado di responsabilizzare maggiormente i singoli membri del team, rendendolo più coeso. Ma perché un obiettivo sia realmente condiviso e assimilato dagli altri è molto importante che il leader presti continua attenzione ai feedback ricevuti dei suoi collaboratori e sia in grado dunque di creare continuamente momenti di scambio e di confronto.

Seguendo questo modello di leadership, il manager accompagna la propria squadra in un percorso di sfide e di crescita, traducendo la vision aziendale in azioni concrete.

Per fare questo, è necessario sviluppare nuove idee e pensare fuori dagli schemi. La creatività non è mai stata così essenziale come oggi per il business. A scanso di equivoci, vale la pena rimarcare che, in questo contesto, creatività non significa estro artistico, bensì la capacità di individuare nuove connessioni e opportunità. Per esempio, nel momento in cui si è chiamati a compiere delle scelte strategiche da implementare su un punto vendita, senza creatività si ripeterebbero sempre gli stessi scenari.

In quest’ottica, quindi, i leader sono costretti a ripensare i paradigmi tradizionali, ad andare oltre le solite dinamiche, a innovare gli attuali modelli di business, mantenendo comunque sempre uno sguardo al passato, alla memoria storica, perché la creatività, in fondo, trae sempre ispirazione da ciò che è avvenuto prima. 

È se è vero che, come disse Edward De Bono* Per quanto si diventi bravi, occorre sempre desiderare di essere migliori”, è chiaro a questo punto che, la vecchia organizzazione piramidale dell’azienda non funzioni più e creatività e leadership diventino dunque i nuovi strumenti vincenti del manager moderno.

*De Bono è noto per una nutrita serie di libri (oltre settanta, con numerose traduzioni in varie lingue) in cui ha affrontato, esponendo sue personali teorie, argomenti e temi sul pensiero creativo e dei meccanismi della mente (Wikipedia).

Per approfondimenti:

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Il sito di Cavalieri Retail

Gli articoli di Davide Cavalieri:

La customer experience nel retail: i trend 2021



Davide Cavalieri è fondatore e General Manager di Cavalieri Retail, azienda italiana leader nella ricerca, nella consulenza e nella formazione in ambito retail. Dal 1988 con la sua società ha gestito in tutto il mondo più di 2.500 progetti e formato oltre 45.000 persone per i maggiori brand italiani e internazionali. E’ docente di master specialistici nelle principali Business School e Università italiane. Da 30 anni scrive sulle principali testate del mondo della distribuzione fisica e digitale. Ha scritto il 6° capitolo del libro «Retailization» di E. Sacerdote e nel 2019 ha pubblicato il suo primo libro: «Un desiderio chiamato Retail».

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