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Ten: DIY and Garden

icona tendenze Euroflora 2018. L’intervento di Arturo Croci


Nel corso della presentazione della manifestazione, il punto sul settore, da un punto di vista più mercantile, è stato di Arturo Croci, tra i massimi esperti di florovivaismo italiano e internazionale e autore del libro “Floricoltura italiana”. Croci ha posto l’attenzione sul ruolo che Euroflora ha avuto nello sviluppo e nella promozione della floricoltura e del giardinaggio in Italia e in Europa e di come e quanto il florovivaismo sia drammaticamente cambiato in questi cinquant’anni.

Negli anni sessanta oltre il 90% delle esportazioni italiane di fiori era effettuato dalla Liguria e più precisamente dalla provincia di Imperia e il mercato al consumo più grande e importante in Europa (oggi circa 8 miliardi di euro) era la Germania, mentre il consumo di fiori e piante in Italia era limitato prevalentemente al mercato delle ricorrenze e la produzione di fiori e piante praticamente inesistente nel sud del Paese.

Un settore che, negli anni Novanta contava oltre 70 euro di consumo pro-capite, per un totale di oltre 12.000 ettari di produzione, 30.000 aziende, 14.000 fioristi, 7.000 garden e plant centres, in totale oltre 100.000 addetti. Ma, che nell’ultimo decennio ha subito una ulteriore evoluzione, per ragioni economiche, ma anche sociali come effetto della globalizzazione e dell’evoluzione dei sistemi di comunicazione. Le aziende più deboli sono fallite, con alcuni casi clamorosi,

Oggi il settore ornamentale italiano esporta circa 700 milioni di euro, (l’Olanda 4,7 miliardi di euro) – ha continuato Croci – e la bilancia commerciale import-export è tuttora in attivo di circa 180 milioni di euro anche se l’Italia è diventato un paese importatore, specialmente per i fiori recisi. Ma, anche se il consumo pro-capite è sceso a circa 42 euro, il nostro paese ha enormi potenzialità per l’ulteriore sviluppo del settore ornamentale, niente affatto voluttuario, ma essenziale per l’ambiente, per il turismo e soprattutto per la qualità della vita”.

E, ancora: ” Molti pensano che sia una follia organizzare Euroflora in un tempo così veloce e al di fuori del suo contesto storico, la Fiera. In natura non è il più forte che sopravvive ma colui che sa adattarsi e crescere nelle nuove situazioni. In questo contesto di cambiamenti epocali, Euroflora, così come la conoscevamo, non può più essere organizzata in Fiera. Euroflora cambia, si fa nei Parchi di Nervi, sicuramente con molte limitazioni da superare, ma in un contesto completamente nuovo, in un modo completamente nuovo, e in una collocazione naturale stupenda. Euroflora cambia perché vuole continuare a dare il suo contributo alla cultura del nostro paese e del settore ornamentale”.