Speciale Garden 2026. Distribuzione, consumi e tendenze
Una fotografia aggiornata sul mondo della distribuzione garden, con l’analisi del sistema dei garden center aggregati, la GDS e gli indipendenti. Mettendo in luce dimensioni della rete, peso delle principali insegne e distribuzione territoriale dei punti vendita.
L’analisi fotografa la rete dei garden center aggregati in Italia che mantiene ancora tratti di frammentazione e forti squilibri geografici.

Le principali insegne aggregate del canale garden sviluppano complessivamente 178 punti vendita, di cui 121 diretti e 57 affiliati, per una superficie totale pari a circa 346.600 mq. La rete più estesa in termini numerici è quella di Tuttogiardino, che raggiunge quota 90 punti vendita interamente diretti e conferma una strategia fortemente orientata alla capillarità.

Una geografia fortemente sbilanciata
L’elemento forse più evidente che emerge dalla mappa riguarda la distribuzione territoriale. Su un totale di 195 punti vendita complessivamente mappati tra aggregati e indipendenti (*in progress), ben l’83% si concentra nel Nord Italia. Il Centro raccoglie una quota decisamente più contenuta, pari all’8%, mentre il Sud si ferma al 6% e le Isole al 3%.
Il baricentro del garden specializzato resta quindi nettamente settentrionale, in coerenza con la maggiore maturità del mercato, la più alta diffusione del verde privato e una tradizione distributiva più consolidata in queste aree del Paese.

Entrando nel dettaglio regionale, la fotografia evidenzia una particolare densità in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, che si confermano i territori più presidiati dalle diverse insegne. In queste regioni si osserva una presenza articolata sia di reti organizzate sia di operatori indipendenti, segnale di un mercato più evoluto e competitivo.

Un comparto ancora in fase di assestamento
Una lettura che conferma come sotto l’etichetta comune del garden specializzato convivano modelli distributivi differenti, sia per dimensione dei punti vendita sia per strategia di sviluppo della rete.
Tuttavia, nel complesso, la rilevazione restituisce l’immagine di un settore che sta gradualmente evolvendo verso forme più organizzate, ma che non ha ancora completato il proprio processo di consolidamento. Il peso ancora rilevante degli indipendenti e la forte polarizzazione geografica indicano che il mercato dei garden center in Italia rimane in una fase intermedia del proprio sviluppo.

Per gli operatori della filiera, la sfida dei prossimi anni sarà probabilmente duplice: da un lato rafforzare i modelli di rete e la massa critica, dall’altro colmare il divario territoriale che oggi continua a caratterizzare in modo netto il canale garden nazionale.
Di seguito lo Speciale prosegue con articoli di analisi e approfondimento ma anche interviste ai protagonisti della distribuzione garden.
Sul fronte statistico da segnalare l’ampio e approfondito lavoro di analisi nell’articolo a firma Federico Della Puppa, collaboratore che ormai da anni partecipa agli approfondimenti statistici di TenLab, ma anche i dati relativi alle vendite nei DIY Superstores a firma NIQ GfK e l’anticipazione sulla vendite di macchine per il giardino da parte di Comagarden.












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