Elena Conti, Vinco: “Purtroppo ritengo che ci sia ancora molta discriminazione”
Nel percorso di conoscenza di Donne Manager dell’Home Improvement, apriamo il 2026 incontrando Elena Conti, Direttore Commerciale di Vinco.
Elena Conti lavora per la Vinco, azienda astigiana specializzata nell’importazione dalla Cina e distribuzione sul territorio nazionale di prodotti per il fai da te a marchio Vinco e Polar. Inoltre è licenziataria esclusiva per l’Italia del marchio Hyundai sui prodotti DIY e distributore ufficiale del marchio Ecoflow. I prodotti più importanti sono: generatori di corrente, compressori d’aria, power station e utensili elettrici per giardinaggio.
Ten-diyandgarden l’ha incontrata per isnerire la sua testimonianza nella rubrica “Donne e Home Improvement”.
La sua esperienza professionale. Quali studi ha fatto e come è arrivata nella sua posizione?
Ho frequentato il Liceo Scientifico di Asti e successivamente mi sono iscritta alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Torino, dove mi sono laureata nel novembre 2001. Dopo aver conseguito la certificazione TOEIC per la lingua inglese, nel gennaio 2002 sono partita per gli Stati Uniti, dove ho frequentato un semestre alla San Diego State University, sostenendo e superando tre esami dell’ultimo anno del percorso di laurea in Marketing e Pubblicità: Consumer Behavior, Selling Strategies, Advertising and Marketing. Quest’ultima è stata un’esperienza che mi ha lasciato tanto, in particolare a livello formativo ma anche a livello personale.
Essere figlia del fondatore: ingresso in azienda e costruzione della credibilità
Essere figlia del titolare ha creato problemi in azienda? Qual è stata la reazione dei dipendenti “anziani” presenti in azienda?Sono cresciuta negli anni in cui spesso si vedevano i figli distruggere gli imperi creati dai genitori e ho sempre avuto il timore di avere lo stesso destino. Per questo motivo, quando sono entrata in azienda, ho voluto iniziare dal basso: inizialmente, essendo la Vinco agli albori e con fatturati contenuti, mi occupavo della parte amministrativa. Poco dopo ho iniziato ad affiancare uno dei nostri migliori Agenti seguendo i clienti della GDS e devo dire che questa esperienza è stata fondamentale per la mia formazione commerciale. Sarò sempre grata e riconoscente a questa persona per quello che mi ha trasmesso ed insegnato. Nel frattempo ho sempre accompagnato mio padre Lidio in Cina (due o tre volte l’anno) per visitare i fornitori nelle diverse aree produttive e partecipare alle fiere di settore. Lo scetticismo da parte dei collaboratori più anziani l’ho vissuto, anche perché sono entrata in azienda alla mia prima vera esperienza lavorativa. Ciò che so fare l’ho imparato sul campo e solo successivamente mi sono state riconosciute le mie capacità.
Quali ostacoli ha riscontrato come donna? Ritiene che la donna sia ancora discriminata nella carriera e rispettata meno di un uomo?
Purtroppo ritengo che ci sia ancora molta discriminazione, soprattutto in un settore come quello della ferramenta, storicamente a prevalenza maschile a tutti i livelli professionali. Lo scetticismo iniziale l’ho sempre percepito: l’essere “figlia di papà” e, allo stesso tempo, donna, sono state due connotazioni che nell’immaginario comune mi ponevano in una situazione di svantaggio. Tuttavia questo mi ha spesso aiutata a giocare in contropiede. Credo che, non sia difficile, se si hanno le capacità, superare questo tipo di pregiudizio.
Differenze di genere e leadership: il valore delle competenze oltre gli stereotipi
Trova che essere donna porti a dubitare del suo valore professionale?
In un mondo a prevalenza maschile come il nostro, purtroppo capita spesso.
In cosa la donna ha un vantaggio rispetto a un uomo e in cosa uno svantaggio, se esistono?
Onestamente non ho mai pensato in termini di differenze di genere, ma ho sempre valutato le persone, uomini e donne, per le loro reali capacità e peculiarità. Avendo negli anni seguito numerosi processi di selezione del personale per ruoli molto diversi all’interno della nostra azienda, posso dire che in Vinco non vengono fatte valutazioni di questo tipo, in questo senso siamo molto moderni. L’importante è scegliere i collaboratori giusti per creare una squadra unita e vincente, indipendentemente dal genere.
Nota un cambiamento negli ultimi anni nella considerazione della donna manager da parte di colleghi, clienti e fornitori?
Sì, per fortuna. Anche su questo fronte si sta andando avanti e, devo dire, negli ultimi anni anche più velocemente rispetto al passato. Sempre più spesso mi capita di incontrare donne che ricoprono ruoli simili al mio o che lavorano nel nostro settore e, quando succede, è per me una piacevole sorpresa ed una grande opportunità potermi confrontare con loro.
Maternità e responsabilità aziendale: una gestione complessa ma possibile
Come ha gestito la maternità?
Gestire la maternità è stato molto impegnativo, soprattutto perché non ho mai voluto far pesare sull’azienda il fatto di essere diventata mamma. Forse non dovrei dirlo, ma ho usufruito di soli cinque giorni di maternità alla nascita della mia prima figlia nel 2014 e di poco più di un mese nel 2016, con la nascita di mio figlio. Mi ero organizzata con una postazione di lavoro a casa per poter lavorare in smart working, ma in realtà non l’ho mai utilizzata: sono sempre andata in ufficio. La mia prima figlia è stata con me in ufficio fino ai sei mesi (mangiava e dormiva mentre io lavoravo), naturalmente con orari più ridotti. Con mio figlio, invece, la situazione è stata più complessa: era difficile da gestire, dormiva poco e piangeva spesso e per questo ho dovuto affidarlo molto presto a una babysitter, che me lo portava in ufficio a orari stabiliti per l’allattamento. Negli anni successivi ho vissuto con fatica le trasferte, sia in Italia per le visite ai clienti sia i viaggi in Cina. Tuttavia erano anni di forte crescita del fatturato aziendale e non era pensabile non rispettare gli impegni presi; per questo ho sempre cercato di compensare la mia ridotta presenza durante la settimana, recuperando nei fine settimana. Devo anche riconoscere che avere un marito presente, che ha sempre compreso il mio senso di responsabilità e del dovere e che mi ha costantemente supportata nella gestione dei momenti più difficili, ha reso tutto più semplice.
Cosa consiglierebbe a una giovane studentessa che deve ancora entrare nel mondo del lavoro?
Ritengo sicuramente fondamentale un’istruzione adeguata, una base solida che aiuti ad entrare nel mondo del lavoro con maggiore sicurezza e determinazione. Inoltre, credo fermamente che avere la possibilità di viaggiare e conoscere culture e realtà diverse durante il percorso di studi permetta di affrontare il mondo del lavoro con una maggiore apertura mentale e preparazione. E poiché i momenti difficili non mancano, consiglio di orientare le proprie scelte lavorative in base a ciò che piace fare ed alle proprie attitudini. Se, oltre a essere manager, si desidera essere anche mamma, come sono io, è fondamentale svolgere un lavoro che appaghi.

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