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Con questo articolo “contenitore” abbiano deciso di dare vita ad uno speciale dedicato al mondo delle rivendite edili. Un canale distributivo lontano, ma non troppo, dalla nostra consueta distribuzione di centri bricolage e ferramenta; un canale che, in questi ultimi anni, ha subito, più dei nostri, un cambiamento di prospettiva molto importante.

La crisi del mercato edile le ha messe in difficoltà ma, nello stesso tempo, il passaggio dal costruito nuovo alla ristrutturazione dell’esistente, ne ha fatto un attore sempre più protagonista e sempre più informato rispetto ad un’utenza che sì, rimane sostanzialmente professionale, ma dove il privato (il vero cliente finale) sta guadagnando posizioni.

Un canale distributivo interessante da seguire, nella sua evoluzione più spinta,  che prende ma contemporaneamente può dare spunti anche alla nostra distribuzione, in un mondo dove tutto tende ad intrecciarsi, se non a sovrapporsi sempre più.

Uno Speciale “in progress” (in fondo troverete sempre l’elenco aggiornato degli articoli) dove, via, via, si andranno ad aggiungere gli articoli, le interviste e le analisi più interessanti per il nostro mondo del bricolage e manutenzione della casa.

Ma, ora, uno sguardo al mercato, con i dati Ance

La stima formulata dall’Ance per il 2016 è di un lieve aumento degli investimenti in costruzioni dello 0,3% in termini reali (+0,2% in valore), una stima che tiene conto del sentiment delle imprese associate, rispetto ad un lieve allentamento della crisi. A ciò si aggiunga un andamento incerto ed altalenante delle principali variabili settoriali: si osservano, infatti, indicatori che mostrano segnali di crescita mentre altri continuano a registrare variazioni negative.

L’indice Istat della produzione nelle costruzioni, evidenzia, nei primi dieci mesi del 2016, un lieve calo dello 0,2% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. L’analisi mensile dei dati rileva, dopo un inizio di anno positivo, un andamento di riduzione nei mesi successivi, intervallato dalle sole variazioni tendenziali positive di aprile (+2,8%) e di agosto (+5,1%).

 

 

Con riferimento ai dati occupazionali, nel corso del 2016 le costruzioni continuano ad essere l’unico settore di attività economica a segno negativo. Nei primi nove mesi del 2016 gli occupati nelle costruzioni si riducono del 4,9% su base annua, a fronte di un aumento degli addetti dell’1,4% nell’insieme dei settori di attività economica. Il bilancio complessivo dei posti di lavoro persi nelle costruzioni dall’inizio della crisi continua ad aumentare: dal quarto trimestre 2008 al terzo trimestre 2016 le costruzioni hanno perso quasi 600.000 posti di lavoro, con una flessione in termini percentuali del 30%.

Anche in termini di imprese, il bilancio è molto negativo: tra il 2008 ed il 2014, sono uscite dal settore delle costruzioni oltre 100.000 imprese (-16%).

 

 

 

Un dato ancora più pesante se si considera che la crisi ha maggiormente colpito le imprese con oltre un addetto: tra il 2008 e il 2014, le imprese con un numero di addetti compreso tra i 2 e i 9 si sono ridotte di oltre un quarto (-26,9%). Ancora peggiore l’andamento delle medie imprese nella classe fino a 49 addetti: in questa categoria ha cessato l’attività il 40% delle imprese. Delle imprese più grandi, con più di 50 addetti, sono scomparse dal mercato quasi un terzo (-31%).

I comparti nel 2016

Anche per il 2016, la stima Ance per gli investimenti nella nuova edilizia residenziale è negativa e pari al -3,4% in termini reali rispetto al 2015. I dati Istat sui permessi di costruire, in riduzione ormai da quasi un decennio, continuano, infatti, ad essere in calo. L’Ance stima che nel 2015 le abitazioni concesse scendano a 47.500, con una flessione complessiva, rispetto al picco del 2005 (305.706 unità), pari all’84,5%. Il livello delle abitazioni concesse nel 2015 risulta il più basso dal 1935, escludendo gli anni del secondo conflitto mondiale.

Gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo confermano la dinamica positiva degli anni precedenti, giungendo a rappresentare il 37% del valore degli investimenti in costruzioni. Rispetto al 2015 per gli investimenti in tale comparto si stima una crescita dell’1,7% in termini reali (+1,6% in termini nominali), che tiene conto del potenziamento, fino a dicembre 2016, degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per l’efficientamento energetico previsti dalla Legge di Stabilità per il 2016 e confermati, nella recente Legge di Bilancio 2017, per tutto l’anno corrente.

 

 

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