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icona distribuzione Danilo Villa, Bricoio: a proposito degli affiliati uscenti e il piano triennale 2018-2020


Una conversazione con Danilo Villa, consigliere delegato e direttore generale di Bricoio, iniziata in occasione dell’inaugurazione del negozio di Bergamo e proseguita in sede, è stata l’occasione per approfondire le motivazioni della fuoriuscita di un numero importante di affiliati e le molte novità sulle quali l’insegna sta lavorando, per l’attuazione del piano triennale (2018 – 2020).

Intanto ci sono le uscite di due affiliati. Si tratta della società Adamante srl con 5 unità in Calabria e il Gruppo TEC con 9 negozi in Centro Italia.

Quali le motivazioni? “Abbiamo fatto una prima operazione di riassetto nel 2013, chiudendo un rapporto importante, che aveva portato una serie di elementi di positività allo sviluppo di Brico io – spiega Danilo Villa -. Un processo che, in un certo qual modo, ha avuto un seguito con la risoluzione di altre situazioni. In particolare, tra il 2016 e il 2017, si è trattato di situazioni cui, nostro malgrado, in alcuni casi abbiamo posto fine per inadempienze nei confronti nostri e dei nostri fornitori. In altri, erano venuti meno i presupposti per una proficua prosecuzione di un percorso condiviso nell’interessa della nostra clientela. Rapporti che, procrastinati, avrebbero potuto provocare ripercussioni negative alla nostra rete e ai nostri affiliati. Aggiungo che, viste talune situazioni, siamo stati costretti ad intraprendere azioni legali per recuperare crediti importanti”.

Strappare a Danilo Villa qualche riferimento più preciso non è stato possibile. Ci ha tenuto solo a sottolineare che le decisioni sono state prese per mettere in sicurezza l’azienda, perché una realtà sana non può permettersi di avere situazioni che “ti zavorrano, mentre è necessario concentrarsi sulle iniziative e sugli investimenti necessari allo sviluppo”.

E ancora: “Quest’anno traguardiamo un EBITDA a 2 cifre; siamo in una condizione molto positiva e la chiusura del 2017 punta a 310 milioni di fatturato, proseguendo un trend positivo, che ci consegna importanti segnali di ottimismo anche per il nostro futuro”.

Un futuro che, secondo il piano triennale (2018 – 2020) presentato all’azionista di riferimento e approvato, dal CDA, prevede la stessa media di aperture tenuta in quest’ultimo biennio (10 all’anno), oltre a un periodo particolarmente denso di impegni di carattere economico-finanziario e di posizionamento sul mercato.

“La nostra, catena è leader nella prossimità, – continua Villa – e vuole distinguersi anche e soprattutto come un’insegna leader nelle innovazioni. Nel negozio di Bergamo ne abbiamo viste alcune ma altre ne stanno arrivando”. Quali? “Tengo particolarmente ad un’iniziativa legata al mondo della telefonia. Vedremo se sarà possibile iniziare subito, a gennaio, con un primo pilota. E’ una novità, realizzata con un partner importante, molto orientata al servizio”.

Nelle 30 aperture previste, chiediamo se si verificheranno ancora esempi come quelli di Bergamo dove Bricoio e Coop sono affiancati e complementari l’uno all’altro. Una possibilità che ci è sembrata molto interessante.

“Stiamo lavorando sui formati e se è vero che noi rimaniamo affezionati al nostro standard, compreso tra i 1.500 e i 2.500 mq., abbiamo sviluppato una serie di definizioni di lay out strutturali, che partono dai 500 mq. E’ una logica “situazionista” perché il mondo si muove velocemente e noi vogliamo essere pronti, qualora si presentino occasioni dove riuscire a costruire un formato. Preferiamo essere organizzati, senza fare le cose sull’onda della necessità, ma sulla base di riflessioni che partono dal tipo di clientela e finiscono al tipo di percorso che vogliamo suggerire ai nostri clienti”.

Un’evoluzione che, del resto, abbiamo già trovato nell’ultimo negozio di Bergamo che “in qualche modo, cerca di indicare in modo più leggibile un percorso che è più trasversale sia per il cliente privato sia per il professionista. Un percorso che non ruba tempo e può essere ulteriormente semplificato e innovato, nell’ottica del servizio reso al cliente. Naturalmente ciò significa anche fare scelte assortimentali, come quella appena vista con la novità “Bella Casa”, ma anche la conferma del nostro reparto casalinghi e il nuovo corner strutturato per l’offerta dei prodotti car care. Ma non solo. Stiamo lavorando su altri spazi cercando di combinare l’efficienza del percorso alla gradevolezza. E’ un’opportunità e una tensione a fare sempre meglio”.

Rispettivamente alle prossime aperture per il 2018 e se, tra queste, potremo visitare anche un formato piccolo, Danilo Villa ci risponde che “abbiamo 5 aperture alla firma, di carattere diretto, ma per ora non dirò dove. Posso solo confermare la nostra vocazione nazionale e il costante approccio al territorio secondo le sue realtà sociali e produttive. Per quanto riguarda il formato piccolo, posso anticipare che ci stiamo lavorando, ma devono realizzarsi delle condizioni, vedremo. Al contrario, quelli di cui siamo certi, rispecchiano una pezzatura più tradizionale, di cui, il più piccolo, è intorno ai 1500 mq.”.

Tra le novità in serbo per il 2018, in Brico io non mancherà l’ambito e-commerce che, pur in linea con la media generale che vede l’e-shopping del bricolage intorno al 3%, continua la sua crescita costante, con una particolare positività per la combinazione della consegna in negozio (pick&drive).

Concludiamo, e tornando al tema delle affiliazioni chiediamo a Danilo Villa se oggi risulta più difficile trovarne di valide e se si riscontra un maggior numero di realtà in difficoltà, rispetto ad anni precedenti. “No, non mi pare. Tuttavia va detto che oggi il break even si è alzato notevolmente in questo settore. Un comparto, quello del bricolage, dove la rotazione della merce, l’incidenza dello stock e il valore dei prodotti hanno caratteristiche peculiari e gli investimenti in comunicazione ed e-commerce sono di notevole entità. Per un imprenditore che voglia potersi appoggiare ad una realtà in grado di mettere a disposizione un supporto a 360 gradi, siamo convinti che la nostra proposta di franchising sia la risposta giusta. Se invece si desidera modificare il proprio assetto proprietario, la discussione si sposta su un altro piano. Non è nella nostra mission entrare negli assetti proprietari”.