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icona distribuzione Autocostruzione e Brico Io


La catena Brico Io (insegna di centri del fai da te di Marketing Trend – Gruppo Coop Lombardia), la più diffusa in Italia con 120 centri fai da te sul territorio nazionale, da il suo concreto contributo all’elaborazione culturale in atto per la definizione di un concetto moderno di bricolage dove gusto e design si integrano con il riciclo e il recupero di una manualità utile e creativa.

Un contributo concreto perché di fatto Brico Io ha finanziato il progetto “Marie Von Blanche – Soluzioni abitative” e in particolare la realizzazione del prototipo di casa-studio mobile ideato dagli architetti Stefano Boccardo e Giulia Tubelli. Un progetto, e un prototipo, che, grazie alla vittoria del Premio Passaporto per Movin’Up 2010 è stato presentato nei giorni scorsi (dal 2 al 5 giugno), a Tarragona, in Spagna, al forum internazionale Ciutat Creatives.

Il Concorso Movin’Up, che nel 2011 si presenta con la sua 13esima edizione, è organizzato grazie all’impegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Direzione Generale per il Paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (DG PaBAAC) e dell’Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani (GAI), con l’obiettivo di sostenere la mobilità dei giovani artisti italiani nel mondo.

Per rendere operativa e possibile l’esposizione della casa-studio mobile di Stefano Boccardo e Giulia Tubelli, i manager di Brico Io hanno reperito presso i propri fornitori o ha acquistato sul mercato i materiali necessari per la costruzione del modulo abitativo.

La nostra casa-studio ombile – spiegano Stefano Boccardo e Giulia Tubelli, risponde all’esigenza di flessibilità e mobilità che il mondo del lavoro richiede oggi alle persone. E al contempo soddisfa il bisogno del singolo di svolgere la propria attività professionale, o di ritornare a fine giornata lavorativa, in un ambiente che riproduca un ambiente, sia esso ufficio o casa, a lui familiare e in cui possa sentirsi a suo agio. Nel progettarla ci siamo ispirati alle opere di diversi artisti e architetti europei che si sono confrontati con i temi del riutilizzo e della ricerca estetica ed identitaria attraverso l’architettura”.

Grazie alla semplicità dei materiali, al loro basso costo e alla semplicità tecnica dell’assemblaggio, l’autocostruzione di questa casa-studio può essere a ragion veduta considerata una proposta innovativa e intelligente per il bricolage. Questa è la motivazione di base, come ha spiegato Claudio Gola, presidente di Marketing Trend, che ha convinto Brico Io a sostenere il progetto.

Per chiunque voglia vedere personalmente la casa-studio mobile segnaliamo che molto probabilmente (ve lo confermeremo strada facendo) il prototipo sarà visibile ad Architettura in Città, festival organizzato dalla Fondazione OAT (Ordine degli Architetti della Provincia di Torino) che si svolgerà a Torino dal 14 al 17 luglio prossimi.