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icona distribuzione Aperto l’OBI più grande d’Italia


Nella zona est di Roma, dove sin dagli anni ’90 si è concretizzata una importante concentrazione di insegne della GDO e della GDS, sulla via Casilina, OBI ha aperto il 23 giugno scorso il proprio punto vendita più grande d’Italia, il 54° della catena e il 5° nel Lazio.

Si tratta di un’apertura che segue il rilancio del punto vendita di Mestre, con un nuovo lay out espositivo e un significativo ampliamento dell’assortimento, e l’apertura del nuovo punto vendita di Livorno, anch’esso caratterizzato dal nuovo lay out. Ma veniamo ai dettagli.

OBI Roma Casilina vanta una superficie di 8.400 metri quadrati, suddivisi in 7.200 mq di area interna e 1.200 mq di esposizione esterna dedicata al reparto garden. Visitarlo è un’esperienza estremamente gradevole: spazioso, colorato ed estremamente luminoso, grazie ad un impianto integralmente a led.

La sensazione è quella di entrare in un grande centro per il fai da te: dopo l’ingresso si incontrano subito i primi reparti “tecnici”: di fronte vediamo le “grandi macchine ferramenta” e a sinistra il grande spazio dedicato all’utensileria, sia manuale che elettrica. Niente da dire, un lay out che ci fa capire immediatamente dove siamo e cosa possiamo trovare all’interno di questo punto vendita.

Proseguendo nel percorso si ha la netta sensazione che aggirandoci tra le corsie potremo trovare di tutto, non a caso stiamo parlando di un punto vendita che offre oltre 40 mila referenze. Nell’ambito di questa abbondanza quello che colpisce è l’organizzazione dei vari reparti dove, per rendere l’idea, possiamo dire che i prodotti non sono semplicemente esposti, sono bensì in qualche modo contestualizzati, offrendo così un importante supporto alla scelta dell’acquisto.

Nella decorazione casa, oltre ad un’ampia scelta nel reparto vernici, con oltre 100 colorazioni pronte, quello che ci ha colpito è stato lo spazio dedicato alla carta da parati, una merceologia che dopo anni di appannamento sembra ritornare ad essere gradita dai clienti. Sono 50 le diverse tipologie di carta da parati, presentate con un design innovativo che valorizza la proposta, oltre ad essere molto invitante riguarda al potenziale acquisto.

Sempre per quanto riguarda la decorazione della casa, siamo abituati a trovare nei centri fai da te il tintometro per realizzare il colore che ci interessa nell’ambito di una gamma possibile assolutamente enorme. Nel punto vendita di OBI di Roma Casilina, oltre naturalmente al tintometro, troviamo lo spettrofotometro, che consente, portando un pezzo di stoffa o un campione di qualsiasi materiale, di analizzare e riprodurre perfettamente lo stesso colore.

Ampia scelta anche nell’arredo bagno con più di 50 modelli di mobili da bagno ed una vasta selezione di lavabi, box doccia e accessori. Ancora più interessanti sono le cifre relative alle pavimentazioni, dove il punto vendita di Roma Casilina offre una gamma di più di 700 tipologie di pavimenti e rivestimenti.

Dulcis in fundo quello che abbiamo trovato davvero straordinario è il reparto giardinaggio, tradizionale punto di forza di OBI. Nel punto vendita di Roma Casilina usare la parola “reparto” per parlare dello spazio dedicato al giardino è davvero riduttivo: si tratta, più che mai, di un vero e proprio garden center.

L’intera area garden più stagionale copre un’area di 3 mila metri quadrati, dei quali 1.200 all’esterno. Già questi numeri la dicono lunga. Naturalmente l’offerta è completa e profonda: dalle macchine, all’irrigazione, dagli attrezzi agli accessori, ma ciò che stupisce e distingue l’offerta garden di OBI rispetto a qualsiasi altro centro o insegna brico, è l’offerta del verde vivo: 1.500 referenze di verde vivo, delle quali 500 piante da esterno e mille da interno.

Interessante, sempre nel reparto garden, è la stazione interattiva e-store, nata da una collaborazione tra GF Italia e OBI Italia, in una logica di ottimizzazione dello spazio mantenendo, contemporaneamente, una straordinaria vastità nella scelta al cliente. Ma di questo abbiamo parlato nell’articolo: “150 referenze in un metro”.

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